Rumore U-turn

Rumore recensisce Q.b. in Demokrazia, la rubrica riservata ai demo. Ma Q.b. non è un demo, direte voi. Giusto. Diciamo allora che qui le possibilità sono due. O su Rumore ultimamente sono un po’ confusi e non riescono molto a distinguere tra un demo, un f*k*, un disco autoprodotto… Oppure sono perfettamente in grado di farlo, ma in questo caso la tentazione di ricevere un disco di Humpty Dumpty e metterlo nelle mani di Er-P era, comprensibilmente, troppo forte.

Er-P, per chi non lo sapesse, è colui che si rese protagonista l’anno scorso, nella stessa rubrica, di una memorabile quanto pretestuosa stroncatura di Eine Traurige Welt für Scheiße Leute, il precedente lavoro di Humpty Dumpty. Ragione della stroncatura? Non gli piaceva il titolo in tedesco… Ora il Nostro, contro ogni pronostico, si esibisce in uno spettacolare doppio salto mortale carpiato con dietrofront a 360°. Il suo lungo elogio di Q.b. (qui sotto) frulla tutte le recensioni uscite finora, e forse anche qualcuna che ha letto solo lui, in un delirio visionario a conclusione del quale la frase “ascoltare Humpty Dumpty per me è come l’America per Baudrillard” suona quasi come una considerazione ragionevole. Indeciso se darci 8 o 3, ci dà entrambi, ed è il miglior voto a cui potessimo aspirare. Grazie ragazzi, ci siamo divertiti. Salutateci Violetta.

Rumore, #200, settembre 2008, “Demokrazia”, a cura di Er-P, p. 118:

[…]

Giusto per fare riguadagnare un po’ di credibilità alla rivista I take the blame dicendovi che anche io sono caduto nella trappola del fake e ora faccio mea culpa: mi faccio la spia da solo, sono un cialtrone ripugnante come Fracchia. La recensione di Humpty Dumpty che scrissi nell’Aprile 2007 si basava sull’ascolto di un cd che quei velveteen underground dei Gringoise mi avevano situazionisticamente inviato sotto mentite spoglie. Tra l’altro, come un giornalista che si rispetti il disco non l’avevo neanche ascoltato, stroncandolo solo per il gusto di farlo. Ma il buon Alessandro Calzavara è uomo sicuro dei suoi mezzi e oltre a non aver denunciato il fattaccio al tempo mi ha pure mandato il suo secondo cd, Q.b. Faccio tesoro dell’esperienza e passo oltre i pregiudizi della forma con cui Humpty Dumpty decide di esprimersi: palesi le influenze, in questo concept album misogino che non è chiaro se poi lo sia davvero (cit.), del Turi di “Tutta colpa delle Donne” e del Club Dogo (“Vecchi sottosegretari, pezzi di Briatori cinquantasettenni”); l’unico passo falso è il dissing a Miss Violetta Beauregarde, figlio del myspace-lag (e manco a dirlo è il suo pezzo più clicckato: contrappasso o detournement?) e che francamente lascia il tempo che trova (ma c’è qualcuno che dissente, vedi la recensione dei minus habens di kronic.it che definiscono Sai Violetta “descrizione di una delle figure svampite di una generazione sempre più vuota”: che dire, complimenti al loro pusher di I-Doser). Per il resto le sue divagazioni low-fi spocchiose funzionano alla grande, praticamente come se i Baustelle diventassero improvvisamente simpatici: talmente serio da risultare faceto, talmente snob da risultare un populista che, come un Di Pietro dell’indie, riscuote consensi fra gli orfani di una certa critica militante. Ho disprezzato prima e ora compro, me ne rendo conto: lascio a voi il giudizio, il mio compito di avanguardia è quello di indicarvi il sendero luminoso. Ascoltare Humpty Dumpty per me è come l’America per Baudrillard: una forma spettacolare di amnesia, tutto da scoprire, tutto da cancellare. Love it (8) or leave it (3).

13 Responses to “Rumore U-turn”

  1. er pecora Says:

    8+3=11:2=5.5

    P.s a dispetto del nome Demokrazia non recensice demo, che oramai non esistono più…ma a Rumore non vogliono cambiare nome. Devi vederla come “democrazia”, senza k e senza stacco fra demo e krazia.

    P.p.s secondo me la gag di cut-uppare tutte le recensioni è geniale. Sono sicuro che se metti tutte le tue recensioni ai voti dei lettori del tuo blog la maggioranza ti dirà che la migliore è la mia.

    P.p.p.s circa il fatto che è arrivato a me il tuo cd: la mia rubrica è considerata la cloaca della roba che arriva. Evidentemente la redazione ha considerato il tuo cd degno solo della mia rubrica

    p.p.p.p.s
    Ovviamente, e non mento, il disco non l’ho ascoltato. Ma se Luzzato Fegis o Sara Poma possono fare recensioni senza ascoltare cd o ascoltandone altri perchè loro sì e io no?

    Saluti
    er pecora

  2. er pecora Says:

    p.p.p.p.p.p.s

    “Indeciso” proprio no eh…

  3. Love it anche per me! Ora e sempre, amen.

  4. 8 e 3 contemporaneamente è, in effetti, l’unico voto che si può dare a un lavoro come il tuo, c’è poco da fare.
    Al di là del fatto che a me personalmente piaccia un casino, è ovvio.

  5. Uhm…”indeciso” lo sono io.
    Sto pecora, a parte la bruttezza del nick, sarà mica un coglione?
    Poi magari finisce che alla fine compro pure io,
    ma per ora mica tanto…

  6. inizialmente (parlo di 8 anni fa) la rubrica Demokrazia era degna di elogi. 8 anni fa… 3 anni dopo aveva perso la sua carica ironica: il troppo ripetersi alla fine crea un senso di noia.

    8-3: = 5 gli anni passati dall’ultima lettura di Rumore.

    Io da Humpty vorrei un disco così ogni 3 mesi.

  7. nick/nicola Says:

    “Er pecora”…
    Che dire: i nomi non sono nè belli nè brutti ma, talvolta, rivelatori come recita l’adagio “nomen/omen”.

  8. Mi chiamo Marco Pecorari, quindi cognomen omen…se poi siete nati senza senso dell’ironia non so che farci.
    Rumore chiede un nickname (ripeto: quello è il mio vero cognome, come da credits di Rumore) per fare Demokrazia, rubrica datata anche secondo me per cui non mi dite niente di nuovo.
    Er-P poi è una citazione che forse, aldilà di Teodoro Buontempo evoca anche El-P, se avete dei nickname da suggerire

    Chantallina se vogliamo fare poi un contest di offese e di bestemmie davanti alla chiesa di fronte a dove abito mi trovi a questo indirizzo
    MARCO PECORARI
    VIA VENTI SETTEMBRE 11
    44100
    FERRARA

    Lord Picchio: già risposto sopra, ti cedo il posto volentieri, soldi, fama e gloria assicurati, buona fortuna con le tue nuove letture più mature, posto che hai pisciato fuori dal vaso perchè il lavoro di Humpty Dumpty mi è piaciuto, cosa che l’interessato ha capito…
    Contro la noia fatti un bel giro sui tuoi blog preferiti, altrochè Rumore…posto che più o meno all’unanimità di redattori e collaboratori la mia gestione della rubrica è considerata la migliore dai tempi di Frazzi(l’unico che secondo me scrive meglio di me, A fare lo lo Zombie kid son capace molto più di Zombie kid dei tempi che furono)

    Ah, e tenete in mente che I care very little about what you think

  9. Dear Marco P,
    naturalmente non è mia intenzione offenderti personalmente,
    quanto piuttosto sottolineare la bizzarria delle affermazioni del tuo
    prolungamento giornalistico, a cui piace un disco che dichiara di non aver ascoltato e a cui non interessa quello che gli altri pensano ma ci tiene a precisare che è un fico.

    Per la gara di offese sono arcisicuro di vincere,
    tanto avremmo entrambi lo stesso obiettivo
    visto che la mia considerazione di me è ben peggiore
    di quella che ho per l’esterno.
    (poi Ferrara è così lontana)

    Si fa per parlare…che poi a forza di parlare
    qualcosa lo si capisce sempre…e ci si sbaglia con cognizione di causa.

    Stammi bene,
    ora torno ad annaffiare il basilisco.

  10. Ok…
    Comunque, per quel che riguarda l’affermazione

    “naturalmente non è mia intenzione offenderti personalmente,
    quanto piuttosto sottolineare la bizzarria delle affermazioni del tuo
    prolungamento giornalistico, a cui piace un disco che dichiara di non aver ascoltato e a cui non interessa quello che gli altri pensano ma ci tiene a precisare che è un fico”

    Come dicevo anche in una lettera privata ad H.D quella recensione è stata fatta apposta, come molte delle mie, come una provocazione non verso chi manda i dischi ma verso chi scrive di musica, verso la critica musicale…
    La tua affermazione mi vede “paradossalmente” d’accordo e si può benissimo applicare a gran parte dei “critici musicali”, dal bloggaro più infimo a molte delle firme di rockit ad alcune delle firme di Rumore stesso…non so se ci siamo intesi. Se una collaboratrice (Sara Poma) arriva persino a recensire un disco falso come disco del mese (vedi caso Death cab for cutie) io non posso recensire dischi che non ho ascoltato? (posto che ho ascoltato Q.b ma non è quello il punto?).

    Le recensioni, specialmente quelle online, salvo rari casi, sono tutte uguali, e quelle cartacee non sono da meno. Sono stato il primo a recensire LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA (non mi vanto di essere un talent scout: LDCE aveva semplicemente il bar che frequento di solito a Ferrara) e quando ha fatto il botto le recensioni di XL, Repubblica, Rolling Stone etc…erano un mix fra la mia prima recensione, quella di Enver su Blow Up e quella di Blatto su Rumore. Fai te…

    Dopo un pò che ci scrivo ho realizzato che il massimo che ci si può aspettare da Demokrazia nella mia conduzione è la segnalazione di dischi come quello di Humpty Dumpty, che può piacere o non piacere come la grigliata di pesce ratto. Proprio perchè è “demokrazia” ritengo il giudizio dell’ascoltatore sovrano e quello dello pseudo critico, me in primis, di nessun valore. E’ una contraddizione? Ai poster l’ardua sentenza.
    statemi bene pure voi, spero sia quanto.
    m.p

  11. Ottimo!

    A me comunque la grigliata di pesce-ratto piace moltissimo…

    :)

    Sul coglione…a questo punto avevo ragione,
    il coglione sono IO.

    Salù

  12. Pulite il polipo almeno, va’.

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