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L’ambasciata italiana concede a Stefano Zuccalà un visto di poeticità, nega lo stesso visto a Renato Q. e riconosce a Humpty Dumpty di aver pubblicato il suo capolavoro, nonostante il grave handicap di essere Humpty Dumpty.

Qui sotto (e, più diffusamente, sul sito).

Da “Blow Up”, n. 141, febbraio 2010, p. 84

Humpty Dumpty – Pianobar della fossa – MP3 None Records
Humpty Dumpty – A mile from any neighbor – CD World Canary Cancerous Food

Periodicamente torna a farsi vivo l’autore messinese, ormai aperto a collaborazioni che determinano in un senso o nell’altro l’esito dei suoi lavori. Una raccolta in italiano, una in inglese, che nel doubleface non potrebbero essere più differenti: “Pianobar della fossa” si torce ai preziosi quanto morbosi testi di Stefano Zuccalà e trucca le canzoni di strobo disco glam che le fa sopravvivere alla grande a una voce a stento sopportabile, risultando il miglior album della storia di HD nonostante la modestia di mezzi. (7) En.Ver

“A mile from any neighbor”, scritto dal misterioso torinese Renato Q., al pari del precedente, è pesantemente condizionato dalla scelta dell’idioma anglosassone che mortifica l’aspetto da sempre prominente nella produzione di Humpty, ovvero sia le liriche: così è un indie pop sofistico e appena vivace, stilisticamente sfizioso con riferimenti agli 80 nascosti ma di skippabile fruizione in quanto a senso generale. (6) En.Ver

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