Finestre alte

Walter Benjamin e Laurie Anderson sono accovacciati in un angolo. Fumano. Lui ha lo sguardo fisso, sospeso nel vuoto, bofonchia parole incomprensibili, in tedesco. Lei gli dà pizzicotti e gli scompiglia i capelli, gli soffia il fumo in un orecchio. “It’s the future!”, esclama ridendo. Si alza, cinge con un braccio Baudelaire. “This guy is amazing, Buddy! Have you ever thought about reproduction?”. Baudelaire ha la camicia macchiata di assenzio dalla festa del giorno prima. Tenta un’avance ma ricade pesantemente su una poltrona, farfugliando. I Laibach nemmeno si voltano, giocano a Risiko sul tavolo grande, declamano dichiarazioni di guerra, assestano pugni tremendi sul piano di legno africano. Philip Larkin e Vladimír Holan parlano fitto fitto di questioni di diritti, si guardano intorno sospettosi. “They say he has done it again” – “Stalo se mi dvakrát” – “I have to call my lawyer”. In giardino, Les Murray si occupa delle salsicce. Cioran racconta barzellette. Lotte Lenya è sdraiata sul bordo della piscina e spruzza acqua nei cocktail dei vicini, con aria serissima. Poi Gertrude Stein fa il suo ingresso dalla scala del salone. Si aggiusta la sciarpa di seta, si affaccia dalla balconata. “Mes enfants, vous êtes prêts?”. Tutto si ferma. Prende a braccetto un ospite barbuto, attraversa la stanza tra due ali di folla. “Quel siècle, docteur! Tout ce monde intéressant, sous le même toit, n’est-ce pas extraordinaire?”. Oliver Sacks abbozza un sorriso gentile, accenna un baciamano. Dice solo: “Chapeau”.

(Finestre alte – quindici poesie prese in prestito da Humpty Dumpty – esce oggi. Si può scaricare da mediafirebandcamp o divshare. Buon ascolto)

3 Responses to “Finestre alte”

  1. Cioran che racconta barzellette?!?!
    Chapeau a te, H.D.

  2. Cioran è ai miei occhi essenzialmente un umorista. Il suo unico argomento (l’intollerabilità della vita) ha la stessa potenza della figa nelle mani di un abile comico. Grazie Grazioso Graziano.

    • In effetti ricordo una sua frase, figosa e comica: “(…) in un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare”.
      Hai rischiato molto nel saluto. Grazie.
      Graziella

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